Ancora un grido d’allarme dai medici, questa volta sono gli urologi regionali, l’opposizione chiede di ascoltarli in Terza commissione

I membri della III Commissione Simona Liguori (Cittadini), Nicola Conficoni, Mariagrazia Santoro, Roberto Cosolini (Partito Democratico), Andrea Ussai (Movimento Cinquestelle), Gianpaolo Bidoli, Massimo Morettuzzo (Patto per L’Autonomia), Furio Honsell, Walter Zalukar (Gruppo misto), hanno chiesto la convocazione urgente della III Commissione consiliare per l’audizione dei Direttori della Struttura di Urologia delle Aziende sanitarie regionali, al fine di approfondire, nell’attuale situazione pandemica, il tema del rischio connesso al differimento di alcune prestazioni di trattamento delle patologie oncologiche urologiche.

La richiesta segue la lettera degli stessi urologi alla Regione, i quali parlano di un rischio “non immediatamente rilevabile ma certamente elevato in prospettiva futura” derivanti dai ritardi diagnostici endoscopici per il rilevamento di patologie oncologiche urologiche con particolare riguardo alle neoplasie uroteliali (alte vie escretrici e vescica), che possono causare la perdita dell’organo o la morte. Gli urologi fanno riferimento alle conseguenze del differimento terapeutico che, in un numero significativo dei casi, se dovesse superare i 2 mesi, determinerebbe un peggioramento della prognosi.

“Un grido d’allarme - spiegano i Consiglieri - che non può e non deve essere ignorato e che merita un passaggio urgente in Commissione”.