Gasparin e Roberti uniti nella lotta: “vorremmo poter agire in modo più incisivo su chi non rispetta le regole o si macchia di reati non punibili per la minore età”

L’assessore Roberti visita la Casa dell’Immacolata di Udine con una delegazione di parlamentari

Quest’oggi dal Partito Democratico arrivano, e non è una novità, voci diverse e contrastanti. Certo un grande partito è normale abbia una dialettica interna, ma almeno sulla collocazione politica dovrebbe essere unitario. Ed invece non sembra così. Da un lato arriva la critica della segretaria regionale Caterina Conti che chiede, senza girarci troppo intorno, le dimissioni dell’assessore alla Salute e Protezione civile Riccardo Riccardi, dall’altra l’imbarazzante posizione di servile accondiscendenza alle politiche securitarie sui migranti, espresse dal Comune di Udine ormai solo  teorico baluardo della sinistra in Fvg. Ma andiamo per ordine: l’intervento della segretaria regionale  Dem era  a commento della relazione dell’attività della Corte dei Conti Fvg nel 2023 all’inaugurazione dell’anno giudiziario: “Anche la Corte, con lo spirito consueto di soggetto di garanzia, ha rilevato quanto aveva evidenziato da almeno un biennio il Pd, i professionisti della salute e le organizzazioni sindacali: la situazione è ormai oltre il livello di guardia. Colui che si è presentato come dominus assoluto della sanità regionale è inadatto ad attuare gli interventi necessari per salvare il sistema sanitario regionale pubblico. Ne prenda atto il presidente Fedriga: i suoi appelli sono inutili se non sono concretamente accompagnati da una discontinuità nelle persone e nelle scelte. Le cittadine e i cittadini del Friuli Venezia Giulia non possono pagare sulla loro pelle e salute il prezzo di accordi politici”. A rincarare la dose sempre nella nota, la segretaria Dem ha affermato che Riccardi “ha preteso anche la delega al sociale e anche su questo ha fallito. Quando abbiamo chiesto il ripristino del reddito di inclusione, la risposta è stata come al solito arrogante e i cittadini sono sempre più soli e poveri”.

Così ci viene spontaneo cercare di capire, in tema di povertà, diritti e assistenza sociale, come collocare quanto affermato dall’assessore  all’equità sociale del Comune di Udine, Stefano Gasparin che, quasi contemporaneamente alle dichiarazioni della sua segretaria regionale , probabilmente incantato dal sottile fascino del potere si è lasciato andare ad un inusuale sviolinata verso l’Assessore Regionale Pierpaolo Roberti e i parlamentari, tutti di destra, arrivati in visita  alla comunità di “Casa dell’Immacolata” teatro di recenti disordini fra i ragazzi ospiti. Così, mentre da un lato la segretaria regionale del partito attaccava Fedriga e la sua giunta, Gasparin ne combinava una delle sue. Una nuova “gasparinata” affermando che: “le parole dell’Assessore Roberti trovano la mia completa condivisione. Sono diversi mesi che sottolineiamo la necessità di un intervento a livello nazionale sulle normative che riguardano la gestione dei minori stranieri non accompagnati”. Insomma una auto-assoluzione rispetto alla incapacità già ampiamente dimostrata di gestire la partita migranti da parte del Comune di Udine  che così, invece di scaricare su quelli che c’erano prima, preferisce accodarsi all’assessore Roberti nello scarica barile nazionale. Del resto Roberti è famoso per la sua sensibilità nei confronti di profughi e migranti, siano accompagnati o meno. Ma in cosa è d’accordo Gasparin con Roberti? Semplice nel rimuovere il problema attraverso “l’allontanamento dei ragazzi più problematici per garantire maggior sicurezza all’interno e all’esterno delle strutture e per assicurare una migliore permanenza e integrazione degli altri minori”. Non è chiaro dove dovrebbero finire i “problematici”, probabilmente sotto il classico “tappeto” o meglio al gabbio. Ma ovviamente Gasparin si appella proprio all’assessore e alla destra: “Mi auspico che la voce del Comune, amplificata da quella della Regione e dei Parlamentari possa essere d’aiuto concreto per migliorare le normative in tutta Italia.” Ma del resto Roberti accompagnato da una delegazione parlamentare composta da Marco Dreosto, Elena Lizzi e Graziano Pizzimenti è stato chiaro: “Ritengo ci sia la necessità di interventi normativi nazionali per poter agire in modo più incisivo su chi non rispetta le regole o, peggio ancora, si macchia di reati attualmente di fatto non punibili stante la minore età”. In sostanza si aprano le porte delle patrie galere, tutto lecito pur di togliere le castagne dal fuoco all’ormai mitico assessore comunale.  Complimenti a Gasparin, mentre vorremmo sommessamente chiedere al Pd della Città di Udine, al Sindaco, ma anche alla segretaria regionale dei dem, se non sarà il caso di chiedere non solo le dimissioni di Riccardi…. Capiamo la difficoltà, ma si potrebbe fare come un tempo, un bel rimpasto, quando si risolveva l’espulsione dai governi assegnando un bel ministero, in genere la “Marina mercantile”. Poco importa che Udine non abbia il mare, non ci sarebbe la possibilità di fare danni e spese pazze, anche se potrebbe sempre farsi prestare un poco d’acqua salata dal suo nuovo riferimento politico triestino Pierpaolo Roberti.