Gestione delle grandi derivazioni idroelettriche in FVG, preoccupati i comitati Valcellina, Valmeduna e Tutela delle Acque del Bacino Montano del Tagliamento,

Con una nota i Comitati Valcellina, Valmeduna e Tutela delle Acque del Bacino Montano del Tagliamento, si dicono "preoccupati di quanto sta accadendo sul fronte occupazionale nella gestione delle grandi derivazioni idroelettriche in FVG in quanto i concessionari stanno ignorando  quanto previsto  dalla   legge sulle grandi derivazioni idroelettriche, approvata all'unanimità dalla nostra Regione e in particolare quanto in essa previsto sul tema "lavoro e sicurezza". Nella legge regionale sopraccitata, in ben 3 articoli (12,13,17) si pone come criterio di valutazione del Progetto presentato dal concessionario richiedente il rinnovo della concessione, oltre che il rispetto delle normative della sicurezza dei lavoratori, delle persone e del territorio, l’ incremento dei livelli occupazionali e di quelli qualificati in particolare, la tutela della salute, nonchè il rispetto degli orari di lavoro, la promozione della stabilità occupazionale del personale esistente, il mantenimento dei diritti acquisiti dai lavoratori sulla base dei contratti collettivi nazionali e territoriali.
I COMITATI SONO PREOCCUPATI E SI MERAVIGLIANO:
1) delle poche voci dei Sindaci, soprattutto di quelli carnici, che si sono levate a difesa dei posti di lavoro locali e qualificati, per contrastarne l’emorragia che da tempo  il gestore A2A delle grandi dighe carniche persegue e continua anche ora evitando di   rimpiazzare  il personale qualificato non solo quello a presidio della sicurezza delle dighe, anche in procinto di pensionamento ma ristrutturando l’organico in essere o caricando i turni lavorativi o subappaltando i compiti con personale esterno non qualificato.
2) dell’incomprensibile comportamento del Sindacato regionale  confederale Cgil, Uil, Cisl, che invece di difendere i lavoratori del settore elettrico e la qualità del loro lavoro, sottoscrivono un contratto territoriale di 2^livello con l'azienda A2A  che modifica il contratto originario, derogando alla legge e al CNCL (Contratto Nazionale Collettivo del Lavoro), permettendo così la sostituzione dei guardiadighe con i  Vigilantes a presidio delle grandi dighe, senza più il reintegro dei lavoratori in pensione, anche dei manutentori, desertificando ulteriormente il territorio di competenze lavorative e posti lavoro.
3) della mancata presa di posizione della nostra Giunta regionale di fronte   a questa politica aziendale di A2A, gestore di un bene demaniale, nel prossimo futuro regionale, tesa a ridurre il lavoro sul territorio ma non i propri utili.
4) della mancata opposizione a tale modifica dell'organizzazione del lavoro effettuata da A2A, da parte del Ministero delle Infrastrutture (MIT), a cui compete il controllo   delle grandi dighe. Si ricorda che le grandi dighe del FVG sono tutte in zona di alta sismicità, pertanto il presidio di guardiania promosso ora da A2A con 1 guardiadighe con turno dalle 8 alle 16 e poi sostituito da 1 Vigilante non qualificato per le altre ore notturne, non è ammissibile".